Intervista con Giuseppe Ficara sul Premio dedicato a Castelnuovo Tedesco

Mario Castelnuovo-Tedesco, compositore italiano nato a Firenze nel 1895 e morto a Beverly Hills, Stati Uniti, nel 1968, ha riassunto nella sua vita (che egli stesso ha raccontato in una densa autobiografia recentemente pubblicata), tutta l’esperienza di una generazione di musicisti italiani classificata e cassata da molta critica italiana del dopoguerra come neoclassica e obsoleta, malgrado la modernità degli intenti e la ricchezza delle molteplici esperienze intellettuali dei protagonisti.

Il “gentile umanista toscano” come Massimo Mila comunque lo definì, o il “caro Mariolito” delle numerose lettere a lui indirizzate da Nino Rota in una fitta corrispondenza durata quasi trent’anni, aveva già conosciuto in Italia un notevole successo all’inizio del ‘900, con le sue opere rappresentate alla Scala (Bacco in Toscana) e alla Fenice (La Mandragola) a Firenze (Savonarola e i Giganti della Montagna) e le sue numerosissime composizioni per canto e chitarra pubblicate ed eseguite sovente in concerto. Quando, per via delle leggi razziali del 1938-39 ha dovuto lasciare l’Italia, stava già collaborando con musicisti come Stravinskij, Pizzetti (suo maestro), Casella, Rota e Toscanini. Fu quest’ultimo ad aiutarlo, nel doloroso abbandono della sua Firenze, ad inserirsi nel mondo musicale americano dove suoi concerti furono diretti ed eseguiti da musicisti come Barbirolli , Piatigorskij, Heifetz, per non dimenticare il grande Andrès Segovia che, a partire dal 1932, lo stimolò a scrivere per lo strumento che sarebbe diventato il compagno dei suoi anni maturi: la chitarra.

Il mio interesse per Castelnuovo-Tedesco nacque dall’incontro con Nino Rota che, quando ero ancora studente, mi avviò alla comprensione della sua musica, ed è continuato nei decenni portando alla realizzazione nel 1980 della prima incisione discografica mondiale di molte sue opere e alla rappresentazione di molti brani rimasti fino allora sconosciuti al pubblico.

L’idea di questo Festival nasce in qualche modo dal lontano Sudafrica e si è definita col rinnovato incontro a Melbourne, Australia, dopo quasi trent’anni, con David Isaacson, mio studente ai Corsi tenuti all’Università di Cape Town nel lontano 1981, organizzati dalla chitarrista americana Elspeth Jack, grande ammiratrice della musica di Castelnuovo e allora docente di chitarra nell’importante Università sudafricana.

Da circa un anno, stimolato da David, ho contattato e coinvolto nell’iniziativa Istituzioni di tutto il mondo: L’Università di Melbourne, il Conservatorio di Sydney, col sostegno di Isabella Vanossi, concert manager e Raffaele Agostino, docente di Chitarra, gli Istituti di Cultura Italiani di Melbourne ( Stefano Fossati) e Sydney, la Classical Guitar Society di Auckland (New Zealand), Rod Capper, le Università di Stellenbosh e Cape Town, la Wheeler School e la Brown University di Providence, USA, con concerti, conferenze e masterclasses dedicate all’Autore. La Brown University, col Dipartimento di Italianistica diretto dal Prof. Massimo Riva, e col sostegno del Rettore, Prof. David Kertzer, ha infine accolto il mio invito programmando, per il prossimo 27-29 settembre 2012, una Conferenza internazionale su Mario Castelnuovo-Tedesco dove interverranno musicologi di fama mondiale insieme a celebri musicisti e alla famiglia Castelnuovo-Tedesco

Le lettere che Clara Castelnuovo-Tedesco, la vedova dell’Autore, mi scrisse negli anni 1979-81 sono ora depositate, insieme ai miei dischi e registrazioni, alla Washington Library of Congress, nell’immenso fondo di manoscritti e dischi dedicato all’Autore dalla più importante biblioteca americana.

Il Festival di Pesaro partirà già dal Concorso di Pesaro del Maggio 2012, in cui verrà conferito un Premio speciale Mario Castelnuovo-Tedesco al migliore interprete di tutte le categorie strumentali. Le date del Concorso saranno a breve inserite nel sito.

Giuseppe Ficara

http://castelnuovotedescofestival.com/?p=181

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